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Hai bisogno di una consulenza in materia immobiliare?
Il nostro staff di professionisti puo' aiutarti a risolvere
i tuoi problemi.
Per consigli e informazioni un professionista è
a vostra disposizione per rispondere a ogni quesito.
Ricordiamo che le risposte fornite attraverso questa
rubrica non sono pareri professionali ma semplici consigli
sommari. Se lo riterrete opportuno potrete avvalervi
di consulenze professionali. Il professionista che risponderà
alle vostre domande potrà rimandare la risposta
alla necessità di una consulenza specialistica
ove ne ravvisi gli estremi.
SCEGLI:
Geometra - Ingegnere
- Architetto - Avvocato
Il
geometra risponde:
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I
vostri quesiti |
ICI
Vivo in un appartamento che inizialmente era separato
in 2 unità distinte. dato che pago l'ici
x 2 unità a me intestate e mi hanno consigliato
di fare una "fusione" dei fabbricati volevo
sapere quale iter catastale devo seguire (modelli
da presentare)
RISPOSTA
Si deve procedere
ad una fusione delle due unità immobiliari
mediante la presentazione di una planimetria che
rappresenti esattamente la situazione di fatto .La
procedura è detta DOCFA e correntemente viene
presentata da un tecnico iscritto all'albo professionale
. Verificare comunque preliminarmente anche la situazione
urbanistica in quanto la fusione di due unità
in una dovrebbe risultare da un atto autorizzativo
o di sanatoria. |
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L'ingegnere
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I
vostri quesiti |
DANNI
DA RISTRUTTURAZIONE TETTO
Sto rifacendo il tetto dell'abitazione, ho preso
contatto con A, che riunisce varie ditte che realizzano
materiale (tegole, camini, ecc) che ci ha messo
in contatto con l'impresa edile B, suo affiliato,
con cui ho firmato regolare contratto per l'esecuzione
dei lavori.
L'impresa B a nostra insaputa ha affidato l'incarico
all'impresa C, con cui non abbiamo firmato alcun
contratto, che sta costruendo il tetto.
Non avrei nulla da ridire, se non che l'impresa
C, pochi giorni fa, essendo iniziato a piovere,
ha posizionato i teloni sul pavimento del solaio
anzichè sulle nuove travi di colmo come da
me richiesto. Questo ha provocato numerose ed estese
infiltrazioni d'acqua nel piano sottostante con
danni anche all'arredamento (mobili, divani, letti
ecc.). Le imprese B e C sostengono sia "normale"
avere dei danni quando si eseguono dei lavori di
rifacimento del tetto, che a loro dire non era possibile
proteggere in altro modo.
Io invece ho intenzione di richiedere i danni, ho
ragione?
A chi li devo richiedere e quale è la procedura?
Ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali
saluti.
RISPOSTA
Egregio,
anzitutto si rivolga al Tribunale e chieda un Accertamento
Tecnico Preventivo. Poi richieda ufficialmente i
danni all'Impresa magari con il supporto di un Legale.
Bisognerebbe vedere poi se nel Contratto da Lei
firmato era concesso o meno il sub-appalto e se
l'Impresa si impegnava a dare al tetto una copertura
provvisioria durante le lavorazioni ( di solito
è così soprattutto quando è
abitato al piano sottostante!!).
Cordialità |
CALDAIA
Lo scorso anno ho verificato che la caldaia dell'appartamento
in cui abito in affitto dal 1997 non è a
norma 46/90 ed andrebbe assolutamente sostituita
in quanto trovasi in un punto della casa del tutto
privo di prese d'aria. Tale caldaia è stata
installata anni fa dal precedente inquilino; trattasi
di impianto autonomo per solo riscaldamento -l'acqua
calda proviene da altro apparecchio presente nell'appartamento
e nuovo e perfettamente funzionante. Il proprietario
sostiene che tale sostituzione e messa a norma dell'impianto
non rientri nelle sue competenze bensì nelle
mie in quanto inquilino; io credo invece sia spesa
che debba essere da lui sostenuta in quanto intervento
di straordinaria manutenzione. Volevo chiederle
se esiste una legislazione specifica in materia
cui io possa appellarmi non essendo previsto nel
contratto di affitto alcun richiamo al Regolamento
Confedilizia sulla ripartizione degli oneri accessori.
La ringrazio per qualunque informazione possa fornirmi.
RISPOSTA
Sì, la sicurezza degli impianti è
di pertinenza del proprietario (compresa la responsabilità!!).
Per la competenza non è il mio campo ma penso
che possa ben rivolgersi al Sindacato Inquilini
per esempio. |
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L'architetto
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I
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L'AUTORIZZAZIONE
EDILIZIA
Vorrei costruire una casa su un terreno agricolo
nei pressi di una cascina. Ho chiesto una variante
al piano regolatore ma il tecnico ha bocciato la
domanda. Esiste qualche legge/agevolazione che mi
permette di intrapredere altre vie? Considerate
che sono a Capriata d'orba, in zona collinare in
provincia di alessandria. Che mi dite della legge
443/2001?
RISPOSTA
L'unico modo per costruire in zona agricola è
quello di possedere i requisiti di agricoltore o
imprenditore agricolo. Senza tali requisiti non
è possibile. Per maggiori ragguagli e delucidazioni
le consiglio di vedere l'art. 25 della Legge regione
Piemonte n. 56/77 e smi. può scaricarla direttamente
dal sito www.regione.piemonte.it. La 443/91 è
conosciuta per aver istituito la cosiddetta super-dia
ma nel caso suo è inutilizzabile.
Tenga presente che però a giorni sarà
pubblicata sul BUR della regione Piemonte una legge
che consente il recupero dei rustici in zona agricola
(sempre sul sito della regione potrà scaricare
direttamente il bollettino e comunque è già
presente una comunicazione esplicativa dell'assessore
regionale all'urbanistica che ne illustra sinteticamente
i contenuti). Magari potrebbe esserle utile se nella
cascina ve ne sono. |
ARREDARE
LA CASA
Vorrei arredare un bagno in stile anni
70, premetto che le mattonelle alle pareti di color
celeste chiaro e il pavimento di colore bleu sono
degli anni 70, mi potete dare qualche consiglio?
grazie o se c'è qualche rivista in merito.
RISPOSTA
Gentile utente,
per un consiglio più dettagliato avrei bisogno
della piantina del locale, comunque provo a darle
alcuni suggerimenti: i mobili potrebbero essere
anche autentici: basterà visitare qualche
mercatino con oggetti di modernariato per trovare
quello che le serve oppure potrebbe far realizzare
da un falegname armadietti ecc, in stile anni '70
tenga presente che andavano molto anche i contrasti
di colore es. bianco/blu, importante la maniglieria
es. si usavano maniglir per mobili piuttosto vistose
in plastica bianca tipo pomelli piuttosto grandi.
Per quanto riguarda lo specchio: anche questo forse
lo trova in qualche mercatino vedrei uno specchio
con cornice in plastica/legno bianco anche con luci
incorporate (bene le lampadine a vista). Importanti
gli accessori con disegni tipo optical anche questi
basati su contrasti di colore che riprenderanno
le tinte delle piastrelle. |
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L'avvocato
risponde:
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vostri quesiti |
APERTURA
FINESTRA
E' possibile aprire una finestra a distanza inferiore
a mt 10 dal fabbricato antistante se tra i due fabbricati
esiste un cortile di proprietà di un terzo,
tenuto conto che detto cortile è di transito
per l'accesso ad una autorimessa condominiale?
RISPOSTA
Il caso prospettato è
alquanto contorto, fra l’altro perché
non è chiaro come stia esattamente l’assetto
delle proprietà. Ma se le cose stanno come
sembra di poter capire, e cioè che:
- i due fabbricati, appartenenti a proprietà
diverse, sono entrambi preesistenti;
- lo spazio intervallante i due fabbricati (cortile)
è di proprietà di un terzo;
- il cortile è gravato da una servitù
di passaggio a favore di un’autorimessa condominiale
(condominiale fra chi?…);
allora, il problema non è quello di potere
o non potere aprire una finestra nella parete esistente
a distanza inferiore a 10 metri dal fabbricato antistante,
ma il problema è di potere o non potere aprire
una finestra (veduta) sul fondo di un vicino (il
proprietario del cortile). Il che è tutt’altra
cosa.
Comunque, una risposta al quesito può essere
questa: se il vicino consente che venga aperta una
nuova veduta (occorre per questo un atto scritto),
la finestra può tranquillamente essere aperta
perché non esiste alcuna norma che imponga
una distanza particolare di una finestra in un fabbricato
preesistente rispetto alla parete antistante di
altro fabbricato preesistente. Salva sempre, si
capisce, la distanza di un metro e mezzo di cui
all’art. 905 codice civile, se il caso ricorresse
in virtù della particolare situazione dei
luoghi e se il vicino non desse il proprio consenso. |
SPESE
CONDOMINIALI
Gentile avvocato,
Abbiamo un dubbio sulla ripartizione delle spese
sul rifacimento del cortile condominiale: abitiamo
in una palazzina bifamiliare, dobbiamo rifare il
marciapiede attorno alla casa, le fognature, il
cancello e la ringhiera di recinzione, la pavimentazione
del cortile; queste spese si pagano al 50% o secondo
i millesimi di proprietà?
grazie se vorrete rispondermi al più presto.
RISPOSTA
Carissimo lettore,
le spese condominiali sono ripartite sulla base
dei millesimi già esistenti a meno che il
regolamento condomiale non regoli la materia in
modo diverso.
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