î Pubblicita' î Sponsor î Links


 

ECOMMERCE
AWS Web Solutions
Promozioni
Mailing List
Legislazione
Convenzioni
Antinfortunistica
Ricerca farmacie
Mappa citta'
Ricerca CAP
Calcolo codice fiscale
Elenco telefonico
Numeri utili



Elenco convenzionati
Hai un'attività commerciale o sei un libero professionista?
Qui hai la possibilita' di ampliare la tua clientela e farti pubblicità! Scopri come...clicca qua >>

Vuoi aumentare i tuoi clienti e i tuoi guadagni? Casatorino ti propone la soluzione per raggiungere i tuoi obiettivi! Scopri come...clicca qua >>

 


Hai bisogno di una consulenza in materia immobiliare? Il nostro staff di professionisti puo' aiutarti a risolvere i tuoi problemi.
Per consigli e informazioni un professionista è a vostra disposizione per rispondere a ogni quesito. Ricordiamo che le risposte fornite attraverso questa rubrica non sono pareri professionali ma semplici consigli sommari. Se lo riterrete opportuno potrete avvalervi di consulenze professionali. Il professionista che risponderà alle vostre domande potrà rimandare la risposta alla necessità di una consulenza specialistica ove ne ravvisi gli estremi.

SCEGLI:
Geometra
-
Ingegnere - Architetto - Avvocato

Il geometra risponde:

Per porre una domanda scrivi a: cons.geometra@casatorino.it

I vostri quesiti
ICI
Vivo in un appartamento che inizialmente era separato in 2 unità distinte. dato che pago l'ici x 2 unità a me intestate e mi hanno consigliato di fare una "fusione" dei fabbricati volevo sapere quale iter catastale devo seguire (modelli da presentare)

RISPOSTA
Si deve procedere ad una fusione delle due unità immobiliari mediante la presentazione di una planimetria che rappresenti esattamente la situazione di fatto .La procedura è detta DOCFA e correntemente viene presentata da un tecnico iscritto all'albo professionale . Verificare comunque preliminarmente anche la situazione urbanistica in quanto la fusione di due unità in una dovrebbe risultare da un atto autorizzativo o di sanatoria.  
 
  
  

L'ingegnere risponde:

Per porre una domanda scrivi a: cons.ingegnere@casatorino.it

I vostri quesiti
DANNI DA RISTRUTTURAZIONE TETTO
Sto rifacendo il tetto dell'abitazione, ho preso contatto con A, che riunisce varie ditte che realizzano materiale (tegole, camini, ecc) che ci ha messo in contatto con l'impresa edile B, suo affiliato, con cui ho firmato regolare contratto per l'esecuzione dei lavori.
L'impresa B a nostra insaputa ha affidato l'incarico all'impresa C, con cui non abbiamo firmato alcun contratto, che sta costruendo il tetto.
Non avrei nulla da ridire, se non che l'impresa C, pochi giorni fa, essendo iniziato a piovere, ha posizionato i teloni sul pavimento del solaio anzichè sulle nuove travi di colmo come da me richiesto. Questo ha provocato numerose ed estese infiltrazioni d'acqua nel piano sottostante con danni anche all'arredamento (mobili, divani, letti ecc.). Le imprese B e C sostengono sia "normale" avere dei danni quando si eseguono dei lavori di rifacimento del tetto, che a loro dire non era possibile proteggere in altro modo.
Io invece ho intenzione di richiedere i danni, ho ragione?
A chi li devo richiedere e quale è la procedura? Ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali saluti.


RISPOSTA
Egregio,
anzitutto si rivolga al Tribunale e chieda un Accertamento Tecnico Preventivo. Poi richieda ufficialmente i danni all'Impresa magari con il supporto di un Legale.
Bisognerebbe vedere poi se nel Contratto da Lei firmato era concesso o meno il sub-appalto e se l'Impresa si impegnava a dare al tetto una copertura provvisioria durante le lavorazioni ( di solito è così soprattutto quando è abitato al piano sottostante!!).
Cordialità
CALDAIA
Lo scorso anno ho verificato che la caldaia dell'appartamento in cui abito in affitto dal 1997 non è a norma 46/90 ed andrebbe assolutamente sostituita in quanto trovasi in un punto della casa del tutto privo di prese d'aria. Tale caldaia è stata installata anni fa dal precedente inquilino; trattasi di impianto autonomo per solo riscaldamento -l'acqua calda proviene da altro apparecchio presente nell'appartamento e nuovo e perfettamente funzionante. Il proprietario sostiene che tale sostituzione e messa a norma dell'impianto non rientri nelle sue competenze bensì nelle mie in quanto inquilino; io credo invece sia spesa che debba essere da lui sostenuta in quanto intervento di straordinaria manutenzione. Volevo chiederle se esiste una legislazione specifica in materia cui io possa appellarmi non essendo previsto nel contratto di affitto alcun richiamo al Regolamento Confedilizia sulla ripartizione degli oneri accessori. La ringrazio per qualunque informazione possa fornirmi.


RISPOSTA
Sì, la sicurezza degli impianti è di pertinenza del proprietario (compresa la responsabilità!!). Per la competenza non è il mio campo ma penso che possa ben rivolgersi al Sindacato Inquilini per esempio.
  

L'architetto risponde:

Per porre una domanda scrivi a: cons.architetto@casatorino.it

I vostri quesiti
L'AUTORIZZAZIONE EDILIZIA
Vorrei costruire una casa su un terreno agricolo nei pressi di una cascina. Ho chiesto una variante al piano regolatore ma il tecnico ha bocciato la domanda. Esiste qualche legge/agevolazione che mi permette di intrapredere altre vie? Considerate che sono a Capriata d'orba, in zona collinare in provincia di alessandria. Che mi dite della legge 443/2001?

RISPOSTA
L'unico modo per costruire in zona agricola è quello di possedere i requisiti di agricoltore o imprenditore agricolo. Senza tali requisiti non è possibile. Per maggiori ragguagli e delucidazioni le consiglio di vedere l'art. 25 della Legge regione Piemonte n. 56/77 e smi. può scaricarla direttamente dal sito www.regione.piemonte.it. La 443/91 è conosciuta per aver istituito la cosiddetta super-dia ma nel caso suo è inutilizzabile.
Tenga presente che però a giorni sarà pubblicata sul BUR della regione Piemonte una legge che consente il recupero dei rustici in zona agricola (sempre sul sito della regione potrà scaricare direttamente il bollettino e comunque è già presente una comunicazione esplicativa dell'assessore regionale all'urbanistica che ne illustra sinteticamente i contenuti). Magari potrebbe esserle utile se nella cascina ve ne sono.
ARREDARE LA CASA
Vorrei arredare un bagno in stile anni 70, premetto che le mattonelle alle pareti di color celeste chiaro e il pavimento di colore bleu sono degli anni 70, mi potete dare qualche consiglio?
grazie o se c'è qualche rivista in merito.

RISPOSTA 
Gentile utente,
per un consiglio più dettagliato avrei bisogno della piantina del locale, comunque provo a darle alcuni suggerimenti: i mobili potrebbero essere anche autentici: basterà visitare qualche mercatino con oggetti di modernariato per trovare quello che le serve oppure potrebbe far realizzare da un falegname armadietti ecc, in stile anni '70 tenga presente che andavano molto anche i contrasti di colore es. bianco/blu, importante la maniglieria es. si usavano maniglir per mobili piuttosto vistose in plastica bianca tipo pomelli piuttosto grandi. Per quanto riguarda lo specchio: anche questo forse lo trova in qualche mercatino vedrei uno specchio con cornice in plastica/legno bianco anche con luci incorporate (bene le lampadine a vista). Importanti gli accessori con disegni tipo optical anche questi basati su contrasti di colore che riprenderanno le tinte delle piastrelle.
  

L'avvocato risponde:

Per porre una domanda scrivi a: cons.avvocato@casatorino.it

I vostri quesiti
APERTURA FINESTRA
E' possibile aprire una finestra a distanza inferiore a mt 10 dal fabbricato antistante se tra i due fabbricati esiste un cortile di proprietà di un terzo, tenuto conto che detto cortile è di transito per l'accesso ad una autorimessa condominiale?

RISPOSTA
Il caso prospettato è alquanto contorto, fra l’altro perché non è chiaro come stia esattamente l’assetto delle proprietà. Ma se le cose stanno come sembra di poter capire, e cioè che:
- i due fabbricati, appartenenti a proprietà diverse, sono entrambi preesistenti;
- lo spazio intervallante i due fabbricati (cortile) è di proprietà di un terzo;
- il cortile è gravato da una servitù di passaggio a favore di un’autorimessa condominiale (condominiale fra chi?…);
allora, il problema non è quello di potere o non potere aprire una finestra nella parete esistente a distanza inferiore a 10 metri dal fabbricato antistante, ma il problema è di potere o non potere aprire una finestra (veduta) sul fondo di un vicino (il proprietario del cortile). Il che è tutt’altra cosa.
Comunque, una risposta al quesito può essere questa: se il vicino consente che venga aperta una nuova veduta (occorre per questo un atto scritto), la finestra può tranquillamente essere aperta perché non esiste alcuna norma che imponga una distanza particolare di una finestra in un fabbricato preesistente rispetto alla parete antistante di altro fabbricato preesistente. Salva sempre, si capisce, la distanza di un metro e mezzo di cui all’art. 905 codice civile, se il caso ricorresse in virtù della particolare situazione dei luoghi e se il vicino non desse il proprio consenso.
SPESE CONDOMINIALI
Gentile avvocato,
Abbiamo un dubbio sulla ripartizione delle spese sul rifacimento del cortile condominiale: abitiamo in una palazzina bifamiliare, dobbiamo rifare il marciapiede attorno alla casa, le fognature, il cancello e la ringhiera di recinzione, la pavimentazione del cortile; queste spese si pagano al 50% o secondo i millesimi di proprietà?
grazie se vorrete rispondermi al più presto.

RISPOSTA
Carissimo lettore,
le spese condominiali sono ripartite sulla base dei millesimi già esistenti a meno che il regolamento condomiale non regoli la materia in modo diverso.




 
 
  

 







Hai bisogno di una consulenza in materia immobiliare?
Il nostro staff di professionisti...clicca qua>>

Il piacere di uscire a Torino!
Scopri i locali più divertenti della
citta'...clicca qua >>

Tante risposte ai problemi domestici di ogni giorno!
Inviaci i tuoi consigli, astuzie e ... clicca qua >>

 
© 2001 - 2004 CasaTorino.it - All rights reserved - Disclaimer Utenti - Disclaimer Inserzionisti
Powered by