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"Casa dolce casa", oasi felice e porto sicuro dalle insidie del mondo. Lo diciamo e ci crediamo al punto che di solito qui la nostra attenzione è assai minore di quella che, invece, manteniamo ben vigile nell'affrontare la "giungla" esterna. I fatti, però, smentiscono clamorosamente il luogo comune: nei paesi dell'Unione Europea gli incidenti tra le mura domestiche sono ogni anno parecchi milioni. E, sebbene sia vero che i bambini sono i più esposti, riguardano anche chi ha già raggiunto da un bel pezzo l'età della ragione e principalmente donne ed anziani. Quali gli incidenti e le diagnosi più frequenti? Traumi cranici, fratture da caduta, ustioni, scosse elettriche, folgorazioni, soffocamenti, ferite di vario genere, tagli e contusioni più o meno gravi. E, soprattutto, intossicazioni. Per quanto concerne i bambini non serve impedire loro di muoversi, o sommergerli con un mare di divieti, e tanto meno terrorizzarli in continuazione. E' indispensabile, invece, dimostrare e spiegare: in poche parole, educarli al rischio al tempo stesso permettendo loro di sapere come affrontarlo e di crescere autonomi e sicuri. Tutto ciò deve essere ben presente agli adulti, che hanno il compito di analizzare con pazienza ogni locale della casa e tutti gli oggetti d'uso quotidiano (giocattoli compresi!) mettendosi nei panni dei loro figli. Vale a dire chiedendosi quali difficoltà impreviste potrebbero incontrare e rimuovendo quanto potrebbe essere pericoloso, fino a quando non avranno - con il loro aiuto - appreso ad usarlo, svelando come certi comportamenti a volte siano ancor più pericolosi di tanti oggetti.

CODICE ANTIRISCHI

Elettricita' Acqua
Gas Oggetti
Fonti di calore Finestre, scale...
Veleni  

 

Elettricità: evitare di dedicarsi al bricolage e non fidarsi di chi sostiene di intendersene: far eseguire lavori e manutenzione degli impianti da personale qualificato, assicurarsi che vi sia una "presa a terra", far installare un interruttore differenziale e disattivare quello generale anche se si deve soltanto sostituire una lampadina. Inoltre: leggere i libretti delle istruzioni, evitare fili scoperti o spine e prese volanti, non collegare più apparecchi ad una sola presa, non usare strumenti elettrici con le mani bagnate o i piedi nudi, non togliere le spine strappando il cavo, dopo aver usato una prolunga (solo se non si può farne a meno) staccare per prima la spina a muro.

Gas: Attenzione agli impianti fatiscenti, o male installati, o non controllati per anni. La prima norma di sicurezza sta nel far costruire o modificare l'impianto da tecnici specializzati e secondo le precise disposizioni di legge. Se si usano bombole, siano tenute fuori casa (ad esempio sul balcone o in giardino). A parte ciò: garantire ai locali un buon ricambio d'aria, far controllare regolarmente pulizia ed efficienza di scarichi dei fumi e serpentine, controllare spesso le congiunzioni e pulire spargifiamma e bruciatori dei fornelli, sostituire periodicamente il tubo di gomma che collega all'impianto. E poi: non riempire mai le pentole fino all'orlo, non mantenere correnti d'aria mentre si cucina, chiudere il rubinetto generale dopo l'uso, non accendere fiammiferi o pigiare interruttori se si avverte odore di gas (in questo caso bisogna chiudere il contatore ed aprire alla svelta porte e finestre). Infine, dato che i rischi legati all'uso di cucine a gas non si limitano alla possibilità di fughe, ricordare che il surriscaldamento delle parti metalliche o il rovesciamento di recipienti possono provocare ustioni.

Fonti di calore: Oltre alle ustioni, tutta una serie d'apparecchi (dal forno al ferro da stiro o alle termocoperte) può provocare incendi. Attenzione, dunque: non montate tende in tessuto sintetico in locali riscaldati con stufette, non tenete aperto il forno e se possibile collocatelo in alto, non lasciate il ferro da stiro incustodito, sistemate le pentole con i manici rivolti verso l'interno (per evitare di urtarli).

Acqua: Può essere causa di numerosi incidenti: ad esempio ustioni se è bollente, annegamenti in seguito a malore o disattenzione (quindi, se possibile evitare di fare il bagno quando si è soli e in ogni caso non chiudere la porta a chiave), cadute se i pavimenti sono bagnati o folgorazioni se si usano apparecchi elettrici.

Oggetti difficili da maneggiare: Una serie sterminata di oggetti d'uso comune può essere occasione di pericolo: dagli aghi ai coltelli, dai cacciavite alle forbici o a barattoli e contenitori di vetro e di ceramica. In mano ai bambini possono diventar pericolosi anche le corde o persino i lacci per le scarpe (in genere tutto ciò che può impigliarsi attorno al collo o alle gambe); oppure le sportine di plastica abbandonate sul tavolo al ritorno dal mercato, gli scaffali non fissati al muro con adatti tasselli, i carrelli o le cassettiere (oltre a sbattere contro gli spigoli, i nostri pargoli tendono a considerarli comodi gradini,...).

Finestre, scale, balconi: I davanzali e parapetti non siano facilmente raggiungibili, le ringhiere non abbiano sbarre troppo larghe (eventualmente sistemare reti di protezione), non ci siano nelle vicinanze oggetti che facilitano le "arrampicate" (come sgabelli e mobiletti). Le scale, invece, non siano molto ripide e con gradini alti, stretti e scivolosi.

E, anche, imparando a pensare l'impensabile e a non trascurare ciò che ad un adulto può apparire banale. Ad esempio: il fatto di avere a portata di mano medicinali che assomigliano a caramelle e bottiglie d'acido che sembrano aranciate formato famiglia generalmente non c'induce ad assaggiarli, ma per un piccino queste potrebbero al contrario essere "cose" oltremodo invitanti. C'è da rimanere stupefatti, nello scorrere l'elenco dell'armamentario d'oggetti assolutamente "normali" (dai gettoni del telefono alle piccole pile per gli orologi) estratti dalla pancia dei piccoli ricoverati.

Veleni: Approfondiamo, ora, il tema degli avvelenamenti. Soprattutto nei primi anni di vita, sono un numero incredibile. Almeno fino a quando, armati di carta e matita, non si decide di fare un accurato sopralluogo della propria abitazione e degli eventuali annessi (orto, giardino, solaio, garage etc). Se si prova a tracciare una domestica "mappa antinfortunistica dei veleni", prendendo nota di tutti i prodotti potenzialmente tossici ospitati praticamente in ogni angolo, alla fine ci si ritrova a leggere una lunga lista comprende un'infinità di detersivi (in polvere o liquidi), candeggianti e ammorbidenti, disinfettanti e deodoranti, cosmetici, shampoo e frizioni e "gelatine" per capelli, polveri, schiume, spray, creme d'ogni tipo e colore e con ogni possibile destinazione d'uso, acetone, ammoniaca, canfora e naftalina, cere, smacchiatori, inchiostri, vernici e diluenti, disincrostanti, paraffina, insetticidi e fertilizzanti, sgorgatori per tubature intasate, lucidi d'ogni sorta (per scarpe, per mobili, per metalli, per la carrozzeria dell'auto...), tabacco, fiammiferi e i liquidi per accendini, gli alcoolici, i medicinali di qualsiasi tipo e sotto qualsiasi forma (comprese le pillole anticoncezionali o gli ansiolitici che sovente stazionano incustoditi sui comodini).

PRECAUZIONI ANTI-VELENO:
1) Riponete i prodotti pericolosi in luoghi inaccessibili, e utilizzate contenitori "a prova di bambino" (infrangibili e con tappo di sicurezza).
2) Seguite scrupolosamente le istruzioni e le avvertenze stampate sulle confezioni o allegate ai vari prodotti, medicinali e non.
3) Tenete conto dei simboli di pericolo e insegnate ai bambini come riconoscerli: solitamente, per i veleni sono riportati un teschio e due tibie incrociate.
4) Preferibilmente conservate nella loro confezione originale farmaci, prodotti per la pulizia e qualsiasi prodotto a base di sostanze chimiche. In ogni caso, non "riciclate" recipienti per uso alimentare (esempio tipico: le bottiglie d'acqua minerale piene di ammoniaca o acido muriatico).
5 ) Se l'etichetta è diventata illeggibile, riscrivetela chiaramente.
6) Gettate i farmaci scaduti e non fate vedere ai bambini dove tenete quelli ancora validi, che in ogni caso vanno sempre tenuti sotto chiave.
7) Non prendete e non somministrate mai le medicine al buio (il rischio di sbagliare confezione è molto alto) e non lasciate che i piccoli pazienti prendano da soli le medicine.
8) A meno che non sia indispensabile (e anche allora usate ogni possibile precauzione) evitate di portare medicine e oggetti in miniatura in tasca o nella borsa: i bambini amano molto rovistarvi, rovesciarne il contenuto e all'occorrenza trangugiarlo senza pensarci due volte.
9) State attenti a che gli esploratori in erba non mastichino scaglie di vernice o lecchino superfici dipinte (spesso contengono residui di piombo).
10) Attenzione anche a matite, penne e pennarelli, boccette d'inchiostro, piante ornamentali (bacche e foglie, o anche i petali d'un fiore, possono nascondere brutte sorprese...).
11) Non tenete alla portata dei bambini né bottiglie né bicchieri con liquore: esercitano su di loro un misterioso fascino, per cui si divertono un mondo a scolarli.
12) Svuotate rapidamente i posacenere e non abbandonate in giro per casa pacchetti di sigarette e simili (il tabacco è un veleno mortale)
13) Accanto al telefono, insieme agli altri utili in caso d'urgenza, scrivete il recapito del più vicino Centro antiveleni.

 







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